Macrì decaduto da Estra: il nodo delle deleghe gestionali nella delibera di Anac. Verso i ricorsi al Tar



Macrì non poteva essere nominato presidente di Estra. Questa la conclusione del procedimento di vigilanza che Anac, l’autorità dell’anti-corruzione ha svolto nel corso di questi mesi in seguito ad una segnalazione. Ne è conseguita una delibera che porta una serie di conseguenze, prima fra tutti quella che Francesco Macrì non è più presidente della multiutility della luce e del gas. E’ decaduto perché Anac ha dichiarato l’incarico inconferibile ai termini di legge.

Macrì e il suo legale Gaetano Viciconte non accettano questa interpretazione dell’Anac e hanno già deciso di difendersi impugnando la delibera di fronte al Tar del Lazio: “C’è da capire l’evoluzione di questa delibera che è un provvedimento amministrativo importante ma che prevede la possibilità di impugnazione sia davanti al Tar che al Consiglio di Stato – ha dichiarato in merito l’avvocato Viciconte – noi chiederemo la sospensiva.” E il processo? Che significato potrà avere? “Sono due cose diverse che non hanno interferenze dirette, ma corrono parallelamente”.

Nel frattempo all’interno di Estra è avvenuto il passaggio della carica di presidente pro tempore all’amministratore delegato Alessandro Piazzi di Siena. Non solo Macrì sta pensando al ricorso al tribunale amministrativo. Il percorso potrebbe essere intrapreso anche dalla società stessa Estra, dalla socia Coingas e forse anche dallo stesso Comune di Arezzo che ne detiene la maggioranza relativa delle quote.

La materia è difficile, la delibera di Anac è articolata, da capire se ci potrebbero essere conseguenze immediate di altro tipo visto che l’autorità anti-corruzione ha rimesso al responsabile dell’ente conferente (Comune di Arezzo?) di procedere nel rispetto dell’articolo 18 del d. lgs 39 del 2013 ed in particolare dell’articolo 1 che recita così:

I componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli sono responsabili per le conseguenze economiche degli atti adottati. Sono esenti da responsabilita’ i componenti che erano assenti al momento della votazione, nonche’ i dissenzienti e gli astenuti. 

E dell’articolo 2:

I componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli non possono per tre mesi conferire gli incarichi di loro competenza. Il relativo potere e’ esercitato, per i Ministeri dal Presidente del Consiglio dei ministri e per gli enti pubblici dall’amministrazione vigilante.

Il procedimento Anac

L’avvio del procedimento dell’anti-corruzione è datato 27 maggio 2021. Da quel momento furono informati da Anac stessa il sindaco di Arezzo, la giunta, il segretario generale che ha le funzioni di anti corruzione, i presidenti, i cda, e le assemblee dei soci sia di Coingas che di Estra che così avrebbero potuto produrre memorie e documentazioni che avessero ritenuto utili.

E’ il 24 giugno scorso quando i vertici di Estra vengono auditi in videoconferenza dall’Anac: ci sono l’amministratore delegato Alessandro Piazzi che in seguito alla decadenza di Macrì prende il ruolo di presidente pro tempore, il direttore generale Paolo Abbati e il dirigenti degli affari legali con alcuni avvocati di fiducia al seguito. Segue poi la consegna di memorie sia da parte di Coingas che di Estra. E’ stata poi l’autorità a chiedere documenti societari per integrare il faldone.

L’origine della vicenda

Il caso Macrì, oggetto anche dell’inchiesta con processo penale in corso, scaturisce dalla sua nomina a presidente di Estra. Era infatti stato eletto nel primo mandato Ghinelli tra le fila di Fratelli D’Italia e aveva appena iniziato il mandato da consigliere comunale, quando in conseguenza anche di fibrillazioni politiche, venne indicato dal Comune di Arezzo, socio di maggioranza di Coingas, come presidente di Estra. Il Comune di Arezzo infatti con il 45,17% delle quote detiene la maggioranza relative di Coingas stessa e i patti parasociali stipulati con gli altri soci che compongono Estra conferiscono ad Arezzo il compito di esprimere il presidente. Una sorta di patto tra i diversi territori che sono rappresentati in Estra.

“Tale considerazione – scrive l’Anac nella delibera – trova conforto dal fatto che è lo stesso comune di Arezzo ad atuo-qualificarsi come il socio di maggioranza di Coingas a pagina 10 del verbale dell’assemblea dei soci di Coingas del 23 agosto 2016. Da quanto detto deriva che l’accertamento circa un eventuale potere di nomina del presidente di Estra attribuito al comune di Arezzo deve intendersi come esercitato per il tramite di Coingas.”  E di questa decisione da parte di Arezzo ce ne sono tracce nei verbali di assemblea di Coingas e in quanto riportato dall’allora presidente dello stesso Sergio Staderini nell’assemblea di Estra

Le date 

Macrì è stato consigliere comunale fino al 1 settembre 2016, è stato nominato presidente di Estra il 12 settembre dello stesso anno e poi ha ricevuto conferme dell’incarico sia il 31 luglio del 2017 che il 15 luglio 2020.

Le motivazioni alla base della delibera

Le motivazioni stanno nel fatto che la multiutility è un ente di diritto privato in controllo pubblico e la sua presidenza prevedeva deleghe gestionali. E per questi motivi è da assoggettare secondo Anac alla legge che prevede che “a coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della provincia, del comune o della forma associativa tra comuni, che conferisce l’incarico non pososno essere conferiti … gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una provincia, o di un comune con popolazione superiore a 15mila abitanti o di una forma associativa fra comuni avente la medesima popolazione.” L’inconferibilità dell’incarico a Macrì in definitiva sarebbe scattata nel momento in cui nel rinnovo del luglio 2017 sono state conferite a Macrì anche deleghe gestionali importanti con potere di spesa fino a 500mila euro. “Alla luce di tutto quanto esposto – scrive Anac – deve ritenersi integrata la fattispecie di inconferibilità… a far data dall’attribuzione di deleghe gestionali dirette al dottor Macrì, avvenuta in occasione del rinnovo dell’incarico di presidente di Estra intervenuto il 31 luglio 2017.”

Le carte della Procura sullo stesso tema

Nella fase dell’inchiesta l’allora pm Claudiani, indicò Ghinelli e Merelli nelle loro qualità di sindaco e assessore del Comune di Arezzo, Staderini in qualità di presidente del Cda di Coingas e Francesco Macrì, definito nelle carte come istigatore e beneficiario, come coloro che si sarebbero accordati per la nomina di quest’ultimo a presidente di Estra violando l’articolo 7 comma 2 lettera D del decreto legislativo n.39 del 2013 e dell’articolo 78 comma 1 del decreto legislativo 267 del 2000. In sostanza queste norme vietano di conferire incarichi di amministrazione in enti privati in controllo pubblico, come Estra appunto, a chi avesse avuto un ruolo di consigliere comunale nell’arco dell’anno precedente alla nomina. Fattispecie che riguarda proprio Macrì eletto in consiglio comunale nelle fila di Fratelli d’Italia nel 2015 e dimessosi a metà settembre del 2016, nei giorni del nuovo incarico in Estra. Con il secondo articolo citato, Claudiani invece contesta che la nomina di Macrì sia arrivata in assenza di ogni istruttoria e valutazione, visto che per un ruolo pubblico di questo tipo vige l’obbligo di imparzialità e di buona amministrazione. Invece sarebbe stato procurato un ingiusto profitto patrimoniale allo stesso Macrì, visto che la carica di presidente di Estra comportava un compenso di circa 120mila euro annui e una posizione di prestigio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *