Covid, la situazione all'ospedale "Vittorio Emanuele II"



Uno scenario decisamente molto più gestibile rispetto a quello del novembre 2020. L’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Bisceglie non è più riservato all’esclusiva trattazione di casi Covid dallo scorso 25 ottobre, quando l’Asl Bt ha disposto la graduale riattivazione delle unità operative e dei servizi connessi. Spazi ben distinti della struttura sono rimasti comunque dedicati ai pazienti dell’intero territorio provinciale (e non solo) affetti dal SARS-CoV-2 in tutte le sue varianti.

Sono 6, al momento, i positivi ricoverati a Bisceglie: due nel reparto di malattie infettive e quattro nell’ala del nosocomio ricavata per la terapia sub-intensiva. Non si registrano invece pazienti Covid in rianimazione. La situazione è completamente sotto controllo, specie se si considera che ora al “Vittorio Emanuele II” si trova appena il 3.7% dei contagiati costretti alle cure ospedaliere di tutta la Puglia (162 in tutto secondo l’aggiornamento di giovedì 25 novembre).

Trapela perciò un cauto ottimismo rispetto alla tenuta del sistema sanitario sul territorio di competenza dell’Asl Bt nell’auspicio che i mesi più freddi siano caratterizzati da cifre molto più contenute in termini di positività accertate e che l’azione del vaccino impedisca un aggravamento dei quadri clinici nei soggetti che dovessero risultare contagiati. La gran parte dei degenti si è purtroppo rivelata priva della copertura vaccinale anti-Covid anche se è doveroso specificare che si sono verificati casi di positività anche tra utenti regolarmente vaccinati con due dosi, colpiti dalle mutazioni del virus.

L’organizzazione dell’azienda sanitaria locale sarebbe in grado di riconvertire, in caso di emergenza, l’intero reparto di rianimazione dell’ospedale biscegliese in terapia intensiva Covid nell’arco di massimo 72 ore. Un’ipotesi che tuttavia nessuno si augura di dover contemplare.



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