"Voci", il secondo atto



La chiusura del primo atto e l’inizio del secondo rappresenta sempre un momento particolare per un qualsiasi racconto. Ulteriormente se riguarda una storia originalissima scritta da Liliana Salerno, che ha riservato non poche sorprese ai suoi lettori per la prosecuzione del testo drammaturgico, dal titolo “Voci” (click per rileggere le scene del primo atto).
Anche nella continua dell’opera la base di partenza è una relazione fra marito e moglie in bilico, compromessa dall’arrivo di una persona terza, ma con una grande differenza: se nella prima parte quel Paolo subisce il tradimento e cerca di ricucire i rapporti (alla fine senza riuscirci), la nuova versione è praticamente un risvolto della medaglia, in tutti i sensi.
a cura di Luca Ferrante

I personaggi e i fatti narrati in questo dramma sono, per dichiarazione dell’Autrice stessa, frutto di pura invenzione e fantasia. Per cui se qualcuno si riconoscerà in essi, sia nelle fattezze del tale personaggio che nella fisicità della narrazione, consideri la cosa del tutto accidentale e casuale.
La lettura del testo è sconsigliata a un pubblico minore di 14 anni.
Buona lettura.

Introduzione secondo atto

I coniugi Bianchi, Paolo e Teresa, non sono, come i Rossi, immediatamente in scena, ma sono accompagnati, da terze persone; altri personaggi che faranno da spalla nella recitazione, che non è più espressa nella forma del monologo.
Le comparse, invece, raffigurando il pubblico e la “medietà” paesana, in cui le due storie parallele sono inserite, manterranno il loro ruolo e la loro funzione.
Si spengono le luci in sala, le comparse tornano a sedere, nel buio, ai loro posti.
La scena si apre, mostrando un pannello o una tenda che copra la camera da letto.
Davanti al telo saranno stati posizionati dei tavolini, con relative sedie, recuperati, per tempo, dall’arredo di un bar.
Momentaneamente vuoti, riempiranno da soli la scena.
Due saranno sufficienti.
All’apertura del sipario saranno illuminati da opportuni fasci di luce, almeno quello che, entrando dalla quinta di sinistra, verrà occupato dagli attori che impersonano Paolo e Giovanni.
Dunque Paolo entra, dalla quinta a sinistra, parlando, a gran voce, dell’ultima partita della Juventus, seguito da Giovanni che commenta ridendo il favorevole risultato.
Al grido di forza Juve, entrano in scena dando inizio alla Prima Scena del Secondo Atto, prendendo posto al tavolino illuminato.

Prima scena: la confidenza

Paolo, facendo segno alla comparsa che recita il ruolo da cameriere, alzando l’indice della mano destra, ripete ancora: «Garçon?»
Il Cameriere si avvicina e recita: «I Signori gradiscono?»
Paolo (a Giovanni): «Cosa prendi?»
Giovanni, rivolgendosi al Cameriere: «Un caffè macchiato».
Il Cameriere annuisce e torna a guardare Paolo negli occhi.
Paolo: «Per me un ginseng, e il resto di Venti!» (Sventola i 20 euro che ha estratto dal portafoglio, con maestrale arroganza).
Il Cameriere si dilegua, uscendo sempre dalla quinta a sinistra. Sarà la sola porta aperta, per tutta la durata della scena.
Giovanni, con lo sguardo del gatto che ha sorpreso il topolino: «Come hai detto che si chiama?»
Paolo: «Deborah!»
Giovanni: «Fratello!… che nome da…».
Entra in scena, dalla quinta, il Cameriere. Porterà un vassoio, contenente le tazzine da caffè, lo zucchero, i tovagliolini e tutto l’occorrente.
Il figurante si avvicina al tavolo, posa il vassoio e porge i caffè agli avventori, che ringraziano, per riprendere “immantinente” la conversazione interrotta.
Paolo reinserisce la banconota nel portafoglio che per non ripone in tasca. Sarà alla sua destra sul tavolino.
Giovanni riprende la conversazione col tono lascivo, innescato dalla confidenza con l’amico.

Giovanni, guardando Paolo negli occhi e abbassandosi per parlare sottovoce: «Ma… cosa sa fare?»
Paolo (abbassandosi anch’egli, per parlare sottovoce, ma in realtà grida!): «Tutto!… Le puoi chiedere tutto. Lei, non dice nulla, e lo fa!… e un Agnello, è dolce a letto, come con i bambini! Ti nutre!… T’accarezza e fa quello che vuoi, senza storie, senza menate, Lei è un Angelo, ed io… la amo» (Nel dire questo assume una espressione, vagamente da ebete).
Giovanni, a primo impatto, non riconosce il sentimento e fraintende!: «…e hai detto che lavora in casa!… ma ci sa fare davvero?… Portala al Locale, qualche volta, così, giusto per vedere cosa sa fare!»
Paolo risponde seccato e perentorio: «Fratello, non hai capito bene, Io (sospira profondamente, come in trance, poi espira ed esclama in un fiato) Io… la Amo!» Giovanni: «Sei pazzo!… è solo una banalissima Parrucchiera! Ti ha dato di volta il cervello, ti sei fatto un fiasco di whiskey? Teresa, come ben sai, visto che è tua moglie, non la mia, oramai è da anni Assistente Universitaria e Correttrice di Bozze alla Mondadori (scandisce ripetendo) alla Mon-da-do-ri!, e tu vuoi lasciarla per una Parrucchiera? O la finisci o ti prendo a schiaffi!…»
Paolo, ridendo: «Noooo! Mio fratello nooo! Cosa hai capito? Perché dovrei lasciare Teresa? Teresa è mia moglie…»
Giovanni, stupito: «E Deborah?»
Paolo (assertivo, dopo una pausa, ripete con profonda commozione, quasi parlando a sé stesso, e abbassando il tono della voce, come per pronunciare un segreto): «…è la mia Donna!… sì, è (calcando bene sulle parole) è la mia Donna, e Io… (pausa di grande imbarazzo per entrambi)… Io…, (balbetta visibilmente) la Amo».

Giovanni sconvolto: «Come la Ami? Cosa Ami?… Una Parrucchiera?… Ma di che stai parlando? Forse non sa nemmeno coniugare un congiuntivo!… Lo hai detto a Teresa?»
Paolo, a sua volta completamente sconvolto: «A Teresa? Assolutamente NO. Teresa non sa nulla e non deve sapere nulla. Tu sei il solo al mondo che sappia della mia relazione con Deborah. Giovanni, solo a te lo potevo confidare. Teresa non c’entra! Non sa e non deve sapere niente!»
Giovanni, con enfasi, ma perentorio: «Mi chiedi troppo. Mi chiedi, veramente troppo! Teresa è mia amica da quando, a mare, facevamo il bagno insieme, sugli scogli, irti e taglienti, di quando davamo la caccia ai granchiolini che continuavano a muovere le zampette, privati delle tenaglie Lillipuziane. Noi vivevamo nel sole, cosa c’entra questa… (con disprezzo) Parrucchiera? Parrucchiera o Fattucchiera? Con che cosa ti ha stregato? È una che ti ha fatto bere un filtro, un elisir? (ancora con disprezzo quasi schifato): e sa parlare? Di cosa parlate?»
Paolo diretto: «Sa fare i fatti!… facciamo i fatti! È un’esperta del sesso! Lei che mi ha insegnato cos’è un weekend tantrico. Quando l’ho fatto con Teresa, è rimasta a bocca aperta, non la smetteva più di ansimare, sbavava di piacere, tant’è che mi ha legato più forte delle altre volte… e sorrideva di più!»
Giovanni reagisce colpito, ma visibilmente eccitato: «Wagl’i! Te la sbatti leggendo il Kamasutra, e poi rifai la scena con quella Bonazza Scatenata di tua moglie, che è sempre stata una con la faccia della po…! Figooo!»
Paolo: «Mia moglie non la lascerai mai, anche se è così (non trova le parole, poi esclama, dopo una pausa breve)… rompipalle! Ormai ce l’ho e me la tengo! (deciso) Io la AMO».
Giovanni, stupito dell’ultima asserzione: «E Deborah?»
Paolo, con lo stesso tono ripete la stessa frase: «Io la AMO».
Giovanni, volpino: «Va bene, Paolo, ma ami Deborah, o Teresa?»
Paolo, sicuro e sincero: «Onestamente entrambe».
Giovanni, sinceramente spaventato: «Come entrambe? Non puoi dire di amare due donne contemporaneamente. Non è permesso dalla Legge, dal Costume, dalla Morale, dall’educazione che ci è stata impartita. (Sconvolto) Paolo, tu non ricordi chi sei. Non ricordi la voce di tua madre, il sorriso di tuo padre, non ricordi le nostre Regole, se dici di amarle entrambe. Teresa è la tua Signora! La… Parrucchiera, è una battona insignificante! Devi assolutamente tornare a riconoscere che è come dico, che devi tornare, dopo questa “sbandata” cretina, ad amare Teresa al 100%».
Paolo, ridendo profondamente divertito e ottuso, ostico nei confronti delle motivazioni dell’amico: «Ma io amo Teresa al 100%. E amo anche Deborah al 100%.

Giovanni sgrana gli occhi, senza proferir parola.
Paolo lo guarda e aggiunge, divertito: «Conosci Teresa e le vuoi bene. Se conoscessi Deborah le vorresti un bene, decisamente, più grande! Deborah, non è, come tu la definisci, una Battona insignificante. Deborah è un angelo, fa la Parrucchiera in un grande Centro di Estetica, è vedova, e, senza l’aiuto di nessuno ha cresciuto due figli, seguendoli, fino alla Università. E io la amo al 100%».
Giovanni Scuote la testa ridendo, poi esordisce benevolo: «Allora, Paolo, facciamo un po’ i conti alla femminina. Tu hai il tuo amore da donare. Un bene che vale 100 e che tu dai ogni giorno totalmente a Teresa. Per cui hai donato il 100% del tuo bene. Non puoi dare a Deborah il 100% del tuo bene, perché lo hai già donato totalmente a Teresa, per cui non è più tuo. Se dici di donare anche a Deborah il 100% o menti o non ami più Teresa e la cosa è matematica, perché, altrimenti il tuo Amore, o quello che chiami tale, varrebbe il 200%, cosa che abbiamo escluso per ipotesi. Per cui (prosegue fermamente convinto della sua argomentazione, mentre Paolo tace assorto), poiché, come vedi si è rotto il pallottoliere, la cosa non sta né in cielo, né in terra. Quando dici di amare confondi una infatuazione meramente sessuale, con l’Amore con la A maiuscola, l’Amore dei poeti, che hai sempre nutrito per Teresa. Posso capire che la Parrucchiera, che non mi hai mai presentato!, possa essere molto bella, sicuramente, sessualmente attraente, ma parlare di AMORE!… parlare di sentimento è un’altra cosa. Tu sei stato educato, come le Nostre donne, ad avere un’Educazione Verticale, fortemente simbolica che proviene dalla Nostra “Sacra” Famiglia. La Nostra Famiglia Cattocredente, in cui, simbolicamente: Dio è il Padre Padre Padrone, Signore della Colpa. Dio è il Figlio Maschio: L’Agnello Pasquale da punire, perché si è allontanato dal genitore, ma, succube, gli obbedisce. Dio è lo Spirito Santo. E io C_R_E_D_O_, espresso con la parola AMEN, o COSÌ SIA! Dio non è la Donna. La Donna è: il PECCATO. La Trasgressione, La Redenzione, La Pietà, e la Fede. La Fede è: Fiducia Totale in ci che non c’è, cioè Pura Pazzia».
Giovanni conclude il suo pistolotto dicendo sarcastico: «Lo vedi che non puoi amare due donne al 100%?»

Paolo sbotta: «Va bene, Fratello! Hai studiato un po’ di Catechismo!… (grida) Cameriere, porta il conto e trattieni la mancia. (Poi rivolto nuovamente a Giovanni) Basta che tieni il becco chiuso, soprattutto con Teresa, che altrimenti mi ammazza!»
Arriva il Cameriere, portando il conto con il resto dei soldi, e ringrazia Paolo per la mancia. I due si alzano, battono cinque, e vanno via, rientrando dalla solita quinta, parlottando ed evitando, ove possibile di dare completamente le spalle al pubblico.
Il faro si spegne.
Scende il telo che permetterà agli addetti di rimuovere velocemente tavolini e sedie. Verrà rialzato per mostrare l’arredo della prossima scena, cioè la camera da letto.


Nuovo appuntamento con “Voci” di Liliana Salerno martedì 19 ottobre

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