«Un destino beffardo ci ha rapito Antonio Caggianelli»



«La morte di Antonio Caggianelli, così prematura e crudele, colpisce duramente la sua famiglia ed i suoi affetti più cari, ma turba ed addolora profondamente anche l’intera città di Bisceglie, privandola di uno dei suoi figli migliori. Lo stesso mondo dello spettacolo piange Antonio, danzatore affermato, ma anche coreografo, protagonista di innumerevoli partecipazioni e produzioni teatrali e televisive». È quanto affermato dall’ex Sindaco Franco Napoletano in un appassionato ricordo dell’artista biscegliese.

«Il palcoscenico della famosa “Notte della taranta” di Melpignano, proprio nell’edizione di quest’anno, lo aveva acclamato come un’eccellenza della danza italiana.
La sua perdita alimenta il rimpianto per quello che è stato e per quello che avrebbe ancora potuto essere.
Quello che più colpiva di questo giovane non era solo la leggiadrìa artistica, ma anche la sua apprezzata umanità e quel suo innato sorriso, con il quale conquistava il pubblico ed i colleghi.
Il suo legame con la città di Bisceglie e con la sua famiglia è sempre stato molto forte ed Antonio non ha mai lesinato esibizioni od insegnamenti, non appena gli impegni artistici glielo hanno consentito.

Un destino beffardo ce lo ha rapito, insieme ad altri due suoi colleghi ed a due guide del posto, proprio in Medio Oriente, laddove esiste da tempo una correlazione con la nostra città, non sempre coltivata dagli attuali amministratori.
Nell’inaugurazione del nuovo teatro saudita di Riad ci sarebbe stata anche un’impronta biscegliese.
È un’impresa assai ardua accettare che il filo di una giovane vita venga reciso da un destino inesorabile.
Né è possibile fare ricorso a parole così consolatorie da placare un dolore immenso.

Il poeta greco Menandro, nel IV° secolo a.c., in un frammento reso celebre dal Leopardi, scriveva che “muor giovane chi è caro agli dei”. In tal modo, si dava un senso ad un dolore troppo grande, che la ragione non poteva comprendere.

Ci stringiamo affettuosamente ai suoi cari genitori, così come al fratello, alla sorella ed ai suoi affetti più cari.
Nel momento del dolore, ci sia di conforto il convincimento del Foscolo, secondo cui un uomo non muore mai, se c’è qualcuno che lo ricorda.
E noi tutti ricorderemo Antonio, con commozione, ma anche con orgoglio e questo ce lo renderà sempre vivo e presente».



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