Truffe online, i carabinieri di San Giovanni smascherano due pregiudicati




A.A.

09 ottobre 2021 09:52





I carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno hanno deferito due malfattori che utlizzavano internet per truffare ignari cittadini. 


Nel primo episodio, che ha visto impegnati i carabinieri di Bucine, tutto è iniziato con la denuncia della vittima, un giovane residente nel comune della Val d’Ambra. Il modus operandi era già noto agli investigatori: la pubblicazione di un inserto su una piattaforma digitale di vendite online, in questo caso riguardante una Playstation4, oggetto particolarmente ambito, a un prezzo vantaggioso (poco meno di 200 euro). Una volta ricevuta la manifestazione d’interesse, al malcapitato di turno è stato richiesto un pagamento anticipato, salvo poi metterlo di fronte alla brutta sorpresa: la merce non è stata mai consegnata. Stavolta però è andata male al truffatore, un pregiudicato della provincia di Napoli, con alle spalle già una lunga serie di denunce per reati del tutto analoghi. L’uomo, infatti, è stato smascherato e deferito all’autorità giudiziaria dopo una serie di accurati accertamenti elettronici e bancari. 




Il secondo episodio ha invece visto operare i carabinieri di Levane, che hanno identificato un truffatore di origini venete, ma domiciliato presso il campo nomadi Viadotto Ponte all’Indiano di Firenze. All’uomo, gravato da svariati precedenti penali analoghi, sono stati contestati sia la truffa che l’appropriazione indebita. Il malfattore, infatti, lo scorso mese di agosto aveva contattato una cooperativa di Levane, manifestando il proprio interesse al noleggio di alcune apparecchiature musicali, che, a suo dire, gli sarebbero servite per organizzare una festa privata. I contatti erano poi proseguiti, tanto che l’uomo aveva preso effettivamente a noleggio l’attrezzatura, per un valore complessivo di quasi 5mila euro. Solo che a fine agosto, al termine del periodo di noleggio, l’indagato non ha restituito la merce, rendendosi poi irreperibile. Immediatamente, anche in questo caso, sono scattati gli accertamenti dei militari che, una volta identificato il colpevole, hanno richiesto un decreto di perquisizione, nell’intento di rinvenire almeno parte dell’attrezzatura trafugata. Tentativo risultato vano: il pregiudicato ha ammesso i propri addebiti, dichiarando però di essersi già disfatto delle apparecchiature. L’uomo è stato conseguentemente deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Arezzo. 







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