Spina: «Kabul è più sicura di Bisceglie»



È sicuramente un’iperbole, utilizzata per attirare l’attenzione del dibattito pubblico sullo stato delle manutenzioni. «Kabul è certamente più sicura di Bisceglie» l’espressione utilizzata da Francesco Spina a margine degli episodi accaduti negli ultimi giorni.

«Nella nostra città ormai si registrano feriti per cadute di travi nel centro storico, per cadute di alberi e rami e per cedimento di asfalto, come è avvenuto lunedì, e come sarebbe potuto accadere in piazza Vittorio Emanuele nella zona “Calvario”» ha osservato.
«Cadono alberi ormai seccati completamente per incuria, crollano a pezzi edifici pubblici (la scuola “Dino Abbascià” del centro storico, che ebbi l’onore di inaugurare, sta diventando un rudere pericoloso) e nelle case comunali, che il Sindaco si era affrettato a consegnare per farsi il selfie – sfruttando il lavoro di chi lo aveva preceduto – piove dentro, con grave pericolo per la salute degli assegnatari e per le conseguenze igienico-sanitarie» ha sottolineato il consigliere di opposizione.

«La “Svolta” non farà certo le 150 opere pubbliche dell’amministrazione Spina (in quasi 4 anni non ne hanno neanche cominciata una loro) ma nessuno avrebbe pensato che anche la semplice manutenzione ordinaria sarebbe diventata per loro una cosa così complicata e difficile. Incapaci e pasticcioni, dopo aver litigato per distribuirsi le risorse comunali, ora stanno litigando per individuare chi sarà il capro espiatorio dei danni che stanno combinando: chi pagherà per il falsi in bilancio e per i debiti fuori bilancio?
Chi pagherà per i circa 5 milioni di debiti fuori bilancio riconosciuti nell’anno e le circa duecento delibere di riconoscimento di debito nell’ultimo periodo nascoste nei cassetti per falsare il bilancio comunale che è stato incapiente e a rischio dissesto per tanti mesi?» ha attaccato Spina.

«Il mio impegno amministrativo e civico sarà dedicato nei prossimi mesi a non far pagare questi danni ai cittadini, perché non è giusto che incapacità e disonestà intellettuale di un gruppo di spregiudicati politici e di alcuni burocrati asserviti ricadano sulle tasche dei cittadini. Per fortuna la “pacchia” di questi signori sta finendo» ha concluso.



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