Luci dalle tenebre, dai lumi degli etruschi ai bagliori di Pompei: la mostra al Maec di Cortona



“Luci dalle tenebre, dai lumi Etruschi ai bagliori di Pompei” e la mostra inaugurata al Maec che resterà aperta fino al 12 settembre. Si tratta del primo grande evento che prende il via a Cortona in segno di ripartenza delle attività culturali.


Cortona e il suo museo sono custodi di alcuni importanti reperti etruschi fra cui il prestigioso lampadario intorno a cui ruota questa esposizione. Pezzi importanti, come la statua in bronzo dell’efebo, provengono dal Museo archeologico nazionale di Napoli, altri dai musei toscani e dalla Sardegna. Il tema dell’illuminazione nel mondo etrusco non era mai stato affrontato in una sede museale, per questa ragione l’iniziativa del Maec colma una lacuna. Nel percorso espositivo c’è anche una stanza immersiva in cui è possibile assistere ad alcune rappresentazioni visive dei sistemi di illuminazione dell’antichità.


La mostra




Per la prima volta una esposizione interamente dedicata alle tecniche di illuminazione e ai rituali connessi nell’epoca etrusca. In mostra, grazie alla collaborazione di docenti dei maggiori Atenei Ita- liani e di studiosi di fama internazionale, gli oggetti che testimoniano le tecniche di illuminazione naturale e gli strumenti di illuminazione artificiale usati dagli Etruschi.


Dal celebre lampadario etrusco in bronzo già custodito nelle sale del Maec, stupefacente e pre- zioso strumento di illuminazione artificiale antica, all’eccezionale prestito dal Mann di Napoli: una statua ritrovata a Pompei rappresentante un efebo, cui è dedicato uno speciale allestimento nella sala dei Mappamondi. La statua in bronzo è alta circa un metro e mezzo e rappresenta un adole- scente con un candelabro che svolgeva il ruolo di accoglienza per gli ospiti illustri nelle dimore dell’antichità.


Una intera sezione è dedicata ai sistemi di illuminazione collegati alla cultura nuragica, sviluppata nella Sardegna preromana, ed una sezione, particolarmente ricca, è riservata ad alcune delle più prestigiose realizzazioni rinvenute nella città di Pompei – legata al mondo etrusco da antichi vincoli di dipendenza – fra cui una splendida statua di efebo lampadoforo rinvenuta integra in una ricca dimora di via dell’Abbondanza.


Le tematiche cardine: La “luce divina” | la luce naturale e le tecniche per un’illuminazione ecologica e naturale degli ambienti | le tecniche di illuminazione artificiale attraverso gli strumenti in bronzo, ferro o ceramica.


Il progetto favorisce un notevole avanzamento nel campo della conoscenza della società etrusca in ambito internazionale ma soprattutto permette al grande pubblico di conoscere i modi e i tempi con cui i nostri avi illuminavano le loro abitazioni in modo ecologico ed ecosostenibile attraverso l’uso di risorse rinnovabili, invitando i visitatori ad una profonda riflessione sui temi dell’ecologia mondiale.


Uno spazio ampio e dettagliato è rivolto alla didattica, con modelli tridimensionali ed effetti sug- gestivi inseriti in una «stanza immersiva» con l’utilizzo della realtà aumentata e una copia del lam- padario etrusco interattivo che permette di conoscere in modo innovativo alcuni degli aspetti di questo importante reperto.




Il percorso espositivo


La sede del MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona è quella destinata all’espo- sizione di oggetti, apparati e illustrazioni che danno vita alla mostra.

Come è ormai consuetudine nel caso delle più recenti esperienze espositive del MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, anche questa mostra sarà allestita nelle stesse sale che ospitano le collezioni permanenti del museo; ciò per una precisa scelta di carattere metodo- logico che tende ad evidenziare lo stretto legame fra due tipi diversi di offerta culturale; queste tuttavia si integrano e trovano una reciproca giustificazione. essendo il museo luogo deputato ad ospitare e mostrare le produzione culturali delle civiltà antiche, fra le quali vi sono certamente le opere presentate in mostra. Inoltre la collocazione nel percorso museale facilità l’utente nella comprensione del fenomeno e nella individuazione del suo carattere di vicinanza a tutte le altre produzioni.


Nel caso specifico un legame ancora più stretto è dato proprio dalla presenza nel percorso espositi- vo del lampadario etrusco dell’Accademia, che della mostra costituisce il fulcro e in un certo senso la ragion d’essere. Inoltre la costruzione di un percorso scientifico che prende in esame le varie forme dell’illuminazione non può prescindere dalla ragione stessa dell’esistenza dell’Accademia, il cui stemma e il cui motto – in vigore fino dalla nascita dell’istituzione nel lontano 1727 – riportano a chiare lettere il riferimento alla “luce” della ragione che rende chiara la “tenebra” dell’ignoranza; nello stemma, la raffigurazione del tripode apollineo è chiaro riferimento alla divinità dell’olimpo greco portatore di luce e auriga del cocchio del sole, oltre che rivelatore delle profezie più oscure. Come si vede, una serie di elementi contribuisce a legare in modo assai stretto la natura e funzione dell’Accademia Etrusca alla finalità scientifica della mostra.


La mostra sarà allestita per la maggior parte nella sala del Biscione, la maggiore di palazzo Casali e certamente la più rappresentativa della sezione collezionistica, in quanto destinata a presentare la storia e la vita dell’Accademia Etrusca; dopo la visita alla sala del lampadario, fulcro – come si è più volte detto – della mostra, si uscirà nella “Galleria”, in cui saranno presentati i prestigiosi materiali “vesuviani”. Infine la saletta di lato alla Galleria ospiterà la sezione didattica e multimediale, con le repliche degli strumenti le presentazioni video e le ricostruzioni 3D; il tutto secondo lo schema descritto di seguito.




Biglietto cumulativo Maec mostra e Maec parco: Intero € 13 | Ridotto € 8


Per le visite guidate e laboratori: 0575 637235 prenotazioni@cortonamaec.org




Informazioni e prenotazioni: Tel. 0575 637235 info@cortonamaec.org www.cortonamaec.org






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