Caso Geovision, le richieste di condanna per Mureddu e Carboni



Si avvicina alla conclusione il processo per la vicenda Geovision. Quest’oggi, presso il tribunale di Arezzo, il pm ha avanzato le sue richieste di condanna nei confronti dei quattro imputati,  Flavio Carboni, la moglie, Valeriano Mureddu e un loro collaboratore. I quattro sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio (tra gli episodi contestati anche la cordata per l’acquisto della squadra dell’Arezzo). Il pm ha chiesto 5 anni per Mureddu, 4 per Carboni e la moglie due anni e mezzo per il terzo imputato.

La prossima udienza è in programma il 18 gennaio 2022, quando ci saranno le repliche dei difensori ed è molto probabile che venga pronunciato il verdetto. 

La vicenda

La vicenda venne a galla nel marzo del 2016, quando in una vasta operazione anti-riciclaggio coordinata dalla Procura di Arezzo, i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza aretina svolsero perquisizioni e sequestri in Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Veneto e Sardegna. Un’inchiesta che coinvolse circa 20 persone. Gli inquirenti ipotizzarono una truffa al centro della quale c’era la Geovision, azienda di imballaggi aretina, che con una serie di fatture ritenute fasulle con un’altra controllata dal gruppo aveva accumulato circa venti milioni di euro che sarebbero dovuti essere rinvestiti. In seguito Mureddu salì alla ribalta delle cronache perché avrebbe accompagnato Pierluigi Boschi (padre dell’ex ministro Maria Elena) nel luglio 2014 da Flavio Carboni, quando Banca Etruria era alla ricerca di un direttore generale e Pier Luigi Boschi era vice presidente dell’istituto di credito aretino. Mureddu sarebbe stato inoltre implicato nei tentativi (falliti) di scalata all’azienda Cantarelli e all’Arezzo Calcio, sfruttando – ipotizzano i magistrati – il denaro che sarebbe stato riciclato. Quella che gli inquirenti stanno ricostruendo è l’immagine di un faccendiere che, partito dalla Sardegna, si è poi mosso nel centro Italia. Prima di trasferirsi in provincia di Arezzo, abitava a Rignano, paese del padre di Matteo Renzi. “

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