Attacco alla pagina Facebook della Asl: "pirati" no vax insultano e minacciano medici e infermieri



Migliaia di commenti di stampo no vax, con pesanti offese e insulti al personale sanitario: sono quelli che nei giorni scorsi hanno tempestato la pagina Facebook della Asl Toscana sud est. Un vero e proprio attacco che ha preso di mira l’azienda sanitaria locale.

Ma cosa è successo? Tre giorni fa in calce ai post dedicati alla campagna di vaccinazione pubblicati sulla pagina istituzionale dell’azienda, hanno iniziato a comparire commenti di matrice no vax. Scritti in maiuscolo, replicati centinaia e centinaia di volte da utenti dal nome fittizio, avevano contenuti minacciosi, offese definite “velenose” dagli inquirenti, nei confronti di medici e infermieri, in particolare coloro che si occupano della vaccinazione.

Attacco hacker partito da Telegram

Un attacco coordinato e studiato a tavolino, con tanto di “firma”: i profili dei “pirati”, infatti, non erano contraddistinti da una foto ma da un logo costituito da due “V” sovrapposte di colore rosso su sfondo scuro. Una vera e propria traccia che porterebbe dritta ad ambienti no vax ed in particolare ad un canale presente su Telgram. I contenuti condivisi su Facebook infatti sarebbero apparsi dapprima sul canale e poi copiati e incollati, come commenti, sotto ai post della Asl da circa 3mila utenti dai profili fittizi. Tra di loro infatti c’era chi si faceva chiamare ‘Balla coi lupi’, chi ‘Gengis Khan’, e chi addirittura aveva “rubato” il nome al direttore del Tg di La7 Enrico Mentana. 

In meno di 24 ore la pagina ha totalizzato migliaia di commenti nei quali i sanitari sono stati definiti “nazisti”, “criminali”, “psicopatici”, e nei quali ci sono parole contro lo Stato e contro la Costituzione. 

Denuncia e indagini

Nelle ore successive il direttore generale della Asl Antonio D’Urso si è rivolto alla Polizia Postale di Arezzo. La pagina Facebook sarebbe rimasta bloccata per alcune ore, interrompendo il servizio di comunicazione. Tramite i social, infatti, oggi più che mai vengono condivise le notizie di utilità quotidiana per i cittadini. 

La Polizia Postale sta svolgendo adesso un super lavoro. Ha recuperato tutti i commenti (ora cancellati dall’azienda sanitaria), e sono riusciti ad individuare gli indirizzi Ip. Partirà la richiesta a Facebook per individuare le persone, o la persona, che si cela dietro a questi commenti.  

L’intera vicenda è stata segnalata alla procura di Arezzo. È lo stesso procuratore capo Roberto Rossi a coordinare le indagini: le ipotesi di reato che si profilano sono minacce, diffamazione e interruzione di pubblico servizio.  

Il commento del direttore generale

 “Violenza e odio stanno purtroppo diventando pratiche diffuse, sia nel mondo reale che in quello virtuale – commenta il direttore generale della Asl Tse Antonio D’Urso -. Se qualcuno pensava di intimidire la nostra azienda e i suoi operatori, ha sbagliato di grosso. Azioni come queste non fanno altro che sostenerci nella nostra convinzione di intensificare al massimo la campagna vaccinale. Domani il nostro camper sarà alla mattina nella piazza centrale della città e nel pomeriggio di fronte alla mensa Caritas di San Domenico. I nostri centri vaccinali continuano tranquillamente nel loro lavoro. Certo, non possiamo non preoccuparci del clima generale che si sta creando e che rischia di mettere gli operatori sanitari nel mirino, virtuale, di soggetti violenti. Siamo certi che i cittadini sapranno isolarli e che la magistratura saprà individuarli e punirli. Noi, da parte nostra, continuiamo il nostro lavoro”.

I messaggi di solidarietà

La notizia dell’attacco hacker si è diffusa velocemente e il mondo della politica ha iniziato ad esprimere solidarietà all’azienda sanitaria. I primi sono stati i deputati del gruppo parlamentare Coraggio Italia, Stefano Mugnai e Maurizio D’Ettore.

“Esprimiamo piena solidarietà al direttore generale Antonio D’Urso, a tutti i lavoratori della Asl Toscana Sud Est e ai cittadini, che inevitabilmente hanno subito dei disservizi, per il vile attacco informatico subito ad opera di gruppi no-vax”. 

“Ci auguriamo – aggiungono – che la polizia postale faccia al più presto luce su questo caso. Da parte nostra e come Coraggio Italia, saremo sempre dalla parte della scienza, della ricerca, dei vaccini e di tutte quelle donne e uomini da sempre impegnati ad impedire il propagarsi dell’epidemia con il loro lavoro negli ospedali e nelle aziende sanitarie”.

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